top of page
Loppiano-internoTheotokos-002_cópia.jp

Vitral do presbitério: “Maria Theotokos

“Maria Theotokos” che come un grande cielo azzurro contiene il sole: Dio. “Maria Madre di Dio… grande come il cielo che contiene il sole, tanto grande da contenere in sé il Figlio Suo” (Chiara Lubich).

La Chiesa è inondata dalla luce delle vetrate laterali, continue, da terra al tetto che si riflettono in un arcobaleno di colori sul pavimento marmoreo lucido inondando tutta l’atmosfera di sacro.

Nascita e morte si unificano e si fondono con l’architettura scandendone gli spazi nella forza dei colori e continuità delle linee.

 

La vetrata sul presbiterio, che si apre davanti a chi  entra in modo del tutto inaspettato, sorprendente, è come un’icona che incornicia il Tabernacolo circolare, tutto luce, color bianco-oro, presenza del Figlio, posto al centro come un sole.

“Maria Theotokos” si presenta come un grande, infinito cielo azzurro che contiene il sole: Dio. “Maria Madre di Dio…” grande come il cielo che contiene il sole, tanto grande da contenere in sé il Figlio Suo” (Chiara Lubich). Questo cielo azzurro maestoso che va dal cobalto al verde-lago ci rapisce in una sensazione molto suggestiva.

 

Le ampie vetrate laterali che si snodano sulla sinistra illustrano il mistero della passione di Gesù. E’ il Giovedì Santo. Notte di luna piena. Atmosfera d’attesa e mistero. Gesù, ai piedi del Monte degli Ulivi, pronuncia la Sua preghiera al Padre per l’unità: “Padre, che tutti siano uno” Gv. 17,21.

La caduta di Gesù: ecco la forza espressiva dei colori del martirio, che esprimono tutta l’intensità e la crudezza delle ore in cui Gesù é quasi schiacciato sotto il peso della croce.

E’ il Venerdì Santo. Dopo tre ore di dolore, dopo l’assurdo grido: “Mio Dio, Mio Dio perchè mi hai abbandonato” (Mt 27,46) che ha coperto tutto il mondo, Gesù muore. Maria, sola, sta ritta davanti a Lui. Scende il silenzio. “Le tenebre si estesero su tutta la terra, per essersi oscurato il sole (Lc 23,44-45).” La terra tremò e le pietre si spezzarono (Mt 27,51).

Maria ricorda le scritture e non dubita.La Luce quale dolore amato, squarcia le tenebre, irrompe al centro in un movimento orizzontale-ascensionale che culmina nell’ampia luce della Resurrezione della Pasqua. Nella Resurrezione tutta la terra “vibra”, i colori ... mutano, l’intersecarsi delle linee...

 

Sulla destra del Santuario veniamo attratti dalla Via Mariae.

“L’Annunciazione”: Maria si perde totalmente nel Sole e risplende nella Luce del Padre. Maria é letteralmente investita, avvolta, coperta dallo Spirito nei più diversi toni d’azzurro e toccata dalla grazia, toni dorati.

 

Nella vetrata della “Visitazione”: Maria va da Elisabetta e canta il Magnificat. I colori giallo-oro-arancio colori dell’amicizia vera, del servire per Amore inondano quest’incontro luminoso.

 

“La Nascita di Gesù": Una calata d’oro dall’alto (verticale di luce in tonalità oro) segna l’inizio della nuova epoca. Siamo davanti al Mistero dell’Incarnazione: Dio si é fatto Uomo, anzi Bambino!

 

“La Realtà mistica di Maria”: Maria è la ‘Parola vissuta’, tutta rivestita della Parola.” Maria é travolta dalla grazia, é il trionfo dei colori nell’Arcobaleno.

“Sfondo bianco, immenso quasi una voragine che contiene la Parola che è Cristo ed in esso si inabissa, luce nella luce; questo altissimo silenzio… quasi il ‘la’ dell’eterno canto del Paradiso” (Chiara Lubich).

 

La “Pentecoste”: Le linee s’intrecciano per annunciare che  Maria - quale tempio dello Spirito Santo - partecipa fin dal suo nascere alla vita della Chiesa e nella Pentecoste occupa un ruolo ‘centrale’. Il rosso e arancio fuoco ci trasportano nell’evento dirompente e unico.

 

“L’Assunzione”: la Gloria di Maria. Maria viene rapita in Dio e tutti i colori nelle loro sfumature sono pochi per esprimere questo essere avvolta e trascinata nella Festa eterna ed infinita. Le linee decise, lunghe e ascensionali trasmettono la potenza d’Amore di quest’atto. Maria, unica creatura tutta di Dio che, dopo la sua morte, fu assunta in anima e corpo in cielo; significa che in lei si è compiuto il mistero della resurrezione. Il cielo, infatti, è un’immagine che significa Dio e assunzione – una parola che evidentemente deriva dall’idea che dalla terra, per giungere alla casa di Dio, si debba andare nel più alto e irraggiungibile dei cieli – significa che la Madre del Signore, sua prima discepola fino alla fine, é l’unica creatura che già gode della condizione che attenderà tutti i credenti. Maria, l’immagine viva del futuro che ci attende.

bottom of page